Battesimo di guerra

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Case di via del Porto colpite dalle granate (Foto Trevisani)

Case di via del Porto colpite dalle granate (Foto Trevisani)

Rimini 24, ore 7. – Vi mando queste brevi note per espresso essendo interrotto il telegrafo e il telefono in seguito al bombardamento avvenuto stamane del quale il Carlino ha già dato notizia.
Durante la notte scorsa si udì in lontananza un forte cannoneggiamento: era il primo segno della guerra, che si faceva sentire, come era prevedibile, sulla nostra costa adriatica. La popolazione ne fu più incuriosita che allarmata. Alle 3 e minuti si profilava sopra la città l’ombra di un dirigibile; ma nell’oscurità non fu possibile riconoscere se esso fosse austriaco o italiano.

La prima cannonata

Intanto il tuonare del cannone si avvicinava; e alle 4,20 precise risuonò la eco del primo colpo tirato contro la città.
Il bombardamento così iniziato è continuato per qualche tempo abbastanza nutrito; mentre i colpi facevano vibrare tutti i vetri delle case, le vie si animavano straordinariamente di cittadini, svegliati di soprassalto dalle detonazioni. Dopo una quindicina di cannonate il bombardamento cessò, e soltanto allora si potè cercare di constatare quali danni avesse recato.
L’azione delle navi nemiche mirava, come è stato facile accertare, alla distruzione dei ponti ferroviari sulla Marecchia e di conseguenza alla interruzione della linea. Infatti grossi proiettili furono rinvenuti nei pressi del nuovo ponte di cemento e in altre località lungo i binari. La ferrovia però ha subìto danni assai lievi, tanto che i treni hanno potuto oggi giungere e proseguire per ogni direzione.
Il bombardamento, a quanto riferiscono attendibili testimoni oculari, è stato effettuato da un incrociatore a tre ciminiere, il quale si era posto alla distanza di appena cinque chilometri dal porto. Scortavano l’incrociatore due cacciatorpediniere. Al momento di iniziare il bombardamento la nave alzò bandiera austriaca; e dopo aver sparato, come abbiamo detto, una quindicina di colpi, si allontanò velocemente e scomparve presto di vista.

I danni

Se danni rilevanti non ha subìto la ferrovia, e se si può quindi affermare che lo scopo del nemico è fallito, la città e le case dei privati hanno sofferto qualche danno. La chiesetta di Sant’Antonio sul Porto ha riportato lesioni rilevanti. Una casa in via dei Mille (sobborgo Marina) è stata pressochè demolita. Sotto le rovine sono stati rinvenuti cinque feriti, immediatamente ricoverati a cura della Croce Verde all’ospedale. Nel sobborgo San Giuliano si ha a deplorare una vittima, e una casa è stata lesionata. Un altro fabbricato è rimasto pressochè distrutto nei pressi della barriera ferroviaria.
Il bombardamento ha provocato in città uno scoppio vivissimo di indignazione contro i tedeschi; e, lungi dall’abbattere il morale della popolazione, ha acuito in essa il desiderio che presto siano gloriosamente vendicate le prime vittime innocenti della nostra guerra.

Segnalazioni sospette

Si ha serio fondamento di ritenere che l’incrociatore austriaco si sia giovato nella sua operazione di segnalazioni partite dal fumaiolo della birra Spiess il quale, a quanto si afferma, fin dalle primissime ore del giorno ha cominciato ad emettere dense colonne di fumo. Comunque l’autorità ha disposto che il camino di questa fabbrica sia immediatamente abbattuto, che la fabbrica sia chiusa e vengano fatti partire tutti gli stranieri svizzeri o tedeschi che in essa lavoravano. La misura è stata assai favorevolmente accolta dalla popolazione, la quale è tutt’altro che bene disposta verso questi stranieri.
Parecchi cittadini sono partiti colle loro famiglie per la campagna.
All’ora in cui scrivo la città è tornata del tutto tranquilla.
Il comune, e per esso il sindaco marchese Diotallevi, ha pubblicato un nobilissimo manifesto, nel quale, ricordando alla popolazione le cautele da prendersi, con parole patriottiche raccomanda la calma ed invita i cittadini ad aver fiducia nei destini della patria. Questo manifesto ha favorevolmente impressionato l’intera cittadinanza.
Nel treno proveniente da Bologna alle 5,45 e che fu pilotato dovendo attraversare per la prima volta i ponti ferroviari presi di mira dal nemico nel bombardamento di questa notte, era anche il deputato del collegio on. Facchinetti il quale si unì subito al sindaco che lo attendeva, per raccogliere informazioni sull’accaduto. Più tardi, accompagnato dal presidente della Congregazione della Carità, l’on. Facchinetti si recò al civico ospedale per visitare i feriti. Anche il sindaco aveva precedentemente fatta la stessa visita.

Il Resto del Carlino
25 maggio 1915

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