L’inutile bombardamento di Rimini

Posted · Add Comment

Rimini 18, sera. – Erano le 3,20 precise quando l’osservatore sul posto di vedetta avvertiva la Capitaneria del porto di aver scorto a circa 8 chilometri di distanza l’avvicinarsi di una squadriglia navale composta di un incrociatore corazzato a tre ciminiere, scortato e protetto da sette cacciatorpediniere.
Ai segnali della Capitaneria la nave non rispose dimodochè si avvertì subito trattarsi di navi nemiche.
Immediatamente la campana del Comune cominciò a suonare in segno di allarme e la popolazione si nascose nei sotterranei e nelle cantine in attesa degli eventi.
Mentre la nave maggiore lentamente si spostava e manovrava, le cacciatorpediniere facevano la spola tra Viserba e Riccione.
Alle 4,45 precise tutte le navi erano come in posizione di battaglia e il formidabile rombo del cannone si udì improvvisamente, terribile e minaccioso. I primi colpi furono diretti contro il ponte ferroviario sul Marecchia, che fu anche l’altra volta il bersaglio principale del nemico. Ne seguirono altri numerosi in direzioni varie.
Alle 5,15 il bombardamento cessò e il pubblico cominciò a riversarsi per le strade. Dopo 20 minuti appena, più violento ancora incominciò il cannoneggiamento che terminò questa volta alle 5,55.
Compiute le ignobili gesta, l’incrociatore, quasi per ammirare l’opera eroica compiuta, sostò nelle nostre acque fino alle 6,30.
La popolazione anche questa volta si mantenne calma e dignitosa, ed ha sopportato con fierezza l’inutile e vile aggressione.
Ovunque è un imprecare contro la perfidia dell’Austria. Dappertutto s’inneggia all’Italia!
Degno di ogni lode il contegno delle autorità. Il sindaco marchese Adauto Diotallevi, il sottoprefetto cav. Solmi, il deputato on. Facchinaggio, il commissario di P.S. conte Giustiniani, l’ispettore di Polizia Urbana Elia Testa. Appena avuta la notizia dell’avvicinarsi di navi nemiche, accorsero prima sulla torretta di segnalazione quindi alcuni di loro si portarono in giro per la città a portare consigli e incoraggiamenti. Un encomio speciale merita il giovane rag. Giuseppe Massani che, adempiendo con scrupolosità ammirevole il delicato compito, per primo ha scorto le navi nemiche e subito ha dato l’allarme che ha risparmiato indubbiamente numerose vittime. Un plauso pure meritano i bravi giovani Ulivi e Giulianelli che rimasero al posto di vedetta durante l’intero bombardamento.
Si distinsero ancora nell’opera di soccorso i nostri bravi pompieri e militi della Croce Verde.

I danni

Anche questa volta l’Austria non ha raggiunto il suo obbiettivo. Difatti nessun ponte ferroviario è stato anche minimamente danneggiato. Così rimasero illese la stazione ferroviaria, le caserme e tutte le altre costruzioni che avrebbero potuto essere bersaglio preferito delle navi nemiche. E fortunatamente nessuna vittima si ha a deplorare; in tutto si hanno tre feriti leggerissimi che nemmeno sono andati all’ospedale.

La chiesa di S. Antonio sul Porto è stata attraversata da un proiettile di grosso calibro da una parte all’altra.

In via dei Mille altre case furono lesionate.

Scheggie di granate si sono raccolte ovunque. Sono stati inoltre rinvenuti parecchi proiettili inesplosi uno dei quali si è levato il capriccio, dopo aver sfondato il tetto di una casa, di adagiarsi comodamente su un letto.
Stamane sono stati tratti in arresto due frati di Montefiorito. Si crede trattasi di due spie travestite. Comunque è certo che segnalazioni sono state fatte nei dintorni e specialmente dalle vicine colline. Per questo la popolazione è indignata.
Stamane col treno delle 8,30 è giunto da Forlì il prefetto comm. Montani insieme al tenente generale Crispo, al maggiore dei carabinieri e Commissario di P.S. di Forlì cav. Marelli.
Insieme alle autorità locali hanno fatto un giro per la città fermandosi specialmente nelle località maggiormente danneggiate.
Il prefetto e le altre autorità sono partiti da Rimini alle 11,14.
La nostra popolazione, come abbiam detto, ha accolto con calma la brigantesca aggressione e subito la vita cittadina ha ripreso il suo aspetto normale; gli affari hanno ripreso il corso ordinario.

G.S. Beltramelli
Il Resto del Carlino
19 giugno 1915

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *