Carlo Malatesta, Gregorio XII e lo Scisma d’Occidente

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Gregorio XII

Gregorio XII

Nel 1377 la Sede Apostolica, per volere di Gregorio XI, venne trasferita da Avignone a Roma: in tal modo terminava quel periodo, durato quasi settanta anni, denominato cattività avignonese.

Morto Gregorio nel 1378, il popolo romano si sollevò chiedendo a gran voce l’elezione di un pontefice romano, o almeno italiano. Era infatti radicata l’opinione secondo la quale l’elezione di un pontefice francese avrebbe potuto significare il ritorno della Curia ad Avignone. Il collegio cardinalizio, riunito in conclave, elesse il cardinale napoletano ed Arcivescovo di Bari Bartolomeo Prignano, che assunse il nome di Urbano VI.

Ma un gruppo di cardinali, soprattutto di origine francese, in aperta ostilità col nuovo pontefice si riunì a Fondi ed elesse un papa più vicino a loro per idee politiche. Venne così eletto il cardinale Roberto di Ginevra col nome di Clemente VII. Si creò così una situazione insolita, passata alla storia come Scisma d’Occidente.

La situazione peggiorò perchè entrambe le sedi apostoliche, operando in apparente legittimità, continuarono ad agire eleggendo i successori dei due iniziali contendenti. Alla morte di Urbano VI, nel 1389, i cardinali romani elessero Pietro Tomacelli che assunse il nome di Bonifacio IX. Ad Avignone, intanto, morto nel 1394 Clemente VII, venne eletto Pedro Martinez de Luna col nome di Benedetto XIII. Nel 1404, quando morì Bonifacio IX, i cardinali romani furono disposti ad astenersi dall’eleggere un nuovo pontefice se Benedetto si fosse ritirato. Quest’ultimo però rifiutò ed il collegio cardinalizio elesse Cosimo de’ Migliorati, papa col nome di Innocenzo VII. Quando questo morì, nel 1406, venne eletto il veneziano Angelo Correr con il nome di Gregorio XII.

Finalmente nel 1409 venne convocato, a Pisa, un concilio con l’intento di ricucire lo scisma. I cardinali lì riuniti dichiararono Benedetto XIII e Gregorio XII eretici e scismatici, ed elessero un nuovo pontefice, il cardinale Pietro Filargo da Candia, col nome di Alessandro V. Benedetto e Gregorio però, ritenendo illegittime le decisioni prese, rifiutarono di ritirarsi. Il Concilio di Pisa non ebbe i risultati sperati: da due pontefici si arrivò addirittura ad averne tre.

Concilio di Costanza (Chronik des Konzils von Konstanz di Ulrich Richental)

Concilio di Costanza (Chronik des Konzils von Konstanz di Ulrich Richental)

Lo scisma si potè risolvere solo grazie all’intervento dell’imperatore Sigismondo del Lussemburgo e Giovanni XXIII, succeduto nel frattempo ad Alessandro V. Nel 1414 venne convocato a Costanza un nuovo concilio: dichiarati Clemente XXIII e Benedetto XIII antipapi, e dopo la decisione di Gregorio XII di ritirarsi, venne eletto solo ed unico pontefice il cardinale Ottone Colonna, che assunse il nome di Martino V.

Lo Scisma d’Occidente coinvolse anche la famiglia Malatesta, che fu da subito fedele ad Urbano VI. Il pontefice infatti, anche per ringraziare la famiglia dell’appoggio ricevuto, elevò alla sacra porpora Galeotto da Pietramala, figlio di Maso da Pietramala e di Rengarda Malatesta, figlia di primo letto del signore di Rimini, Galeotto Malatesta. In seguito un altro esponente della famiglia, anche se del ramo di Pesaro, ebbe un certo ruolo in queste complicate vicende. Pandolfo Malatesta, figlio di Malatesta dei Sonetti signore di Pesaro, arcidiacono di Bologna e amministratore apostolico del vescovato di Brescia prese infatti parte al concilio di Costanza e al conclave che elesse Ottone Colonna papa Martino V. Il nuovo pontefice creò poi il Malatesta vescovo di Coutances in Normandia. La famiglia ritornò alla ribalta con Gregorio XII, il quale si recò a Rimini sotto la protezione di Carlo Malatesta, figlio di Galeotto, nel 1408. Il pontefice fu ospite del signore di Rimini per lungo tempo, soggiornando nelle varie residenze malatestiane: Scolca, Montefiore, ed anche Bellaria. Proprio a quest’ultima residenza si collega una curiosa leggenda: si narra che un giorno, Gregorio XII, affacciandosi ad una finestra del castello, avrebbe esclamato: «Che bell’aria!», da cui poi derivò il nome Bellaria. Fu Carlo Malatesta che nel 1415 lesse, al concilio di Costanza, la rinuncia all’ufficio di romano pontefice, con la quale Gregorio XII rinunciava alla carica per divenire vescovo di Frascati e legato pontificio ad Ancona.

Gregorio visse gli ultimi anni della sua vita in completa tranquillità ad Ancona. Morì nel 1417 e venne sepolto nella cattedrale di Recanati.

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