Nascita del servizio telefonico a Rimini

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“… La gestione del servizio fu fatta dal 1909 al 1926 dalla società Molini di Cesena. Subentrò la Società Adriatica con competenza sulla Romagna, Marche e Umbria. Aveva sede nel palazzo Palloni di via Giordano Bruno, ora albergo Duomo. Gli abbonati intorno al 1920 erano circa 150. Telefoni a manovella e sistema batteria locale. Sul tetto del palazzo Palloni era installato un castelletto in ferro dal quale partivano in aereo tutti i circuiti di fili nudi per il collegamento degli utenti e dei circuiti interurbani che erano: uno con San Marino, uno con Pesaro, uno con Ancona, uno con Bologna, due con Ravenna e due con Forlì. L’officina si trovava in via Tempio Malatestiano, angolo via IV Novembre, palazzo Massani. Dal 1925 il servizio fu gestito dalla Società Telefoni Italia Medio Orientale (T.I.M.O.), con centro sociale a Bologna. La direzione per le provincie di Forlì e Ravenna era a Rimini e vi restò sino al 1960. La prima comunicazione sperimentale internazionale avvenne nel 1926 con Lugano, ma non disponendo ancora la tecnica telefonica dei mezzi idonei – circuiti bilanciati e amplificati – il risultato fu del tutto negativo. Nel 1930 si ebbe la posa del primo cavo interurbano sotterraneo Bologna-Rimini-Ancona con la possibilità di realizzare una decina di circuiti. Il posto telefonico pubblico con due cabine aveva trovato sistemazione nella nuova sede di piazzale Cesare Battisti, ma poi nei primi anni del decennio successivo venne spostato in corso d’Augusto (dove c’é oggi la cartoleria Gattei) con quattro cabine.

Nel 1943 prima della completa distruzione della sede T.I.M.O. con i relativi impianti, gli abbonati della città di Rimini erano circa 800. Durante il passaggio del fronte fu installato un centralino d’emergenza nella zona di Santo Spirito. Ad esso erano collegati il municipio, i vigili del fuoco, l’ospedale, il commissariato di P.S. e qualche altro ufficio.Nel 1945, finita la guerra, fu posto un centralino a 15 numeri nel palazzo Mattioli in via Sigismondo. L’anno dopo seguì l’installazione di una centrale provvisoria nel palazzo Diotallevi, alla quale fino al 1950 risultavano collegati circa mille abbonati. Nel 1950, ricostruita la sede in piazzale Battisti, era attivata la nuova centrale automatica. Durante i giorni di maggior punta turistica le conversazioni interurbane in partenza da Rimini e dirette ad altri distretti s’aggirarono sul migliaio al giorno. Per poter aumentare il numero di circuiti interurbani fu sistemata nel 1953 una delle prime apparecchiature in alta frequenza che consentiva di realizzare con due soli circuiti metallici circa 24 canali.Il posto telefonico pubblico da via Giordano Bruno era trasferito nel 1948 in corso d’Augusto (attuale oreficeria Albini) con 8 cabine per essere poi nel 1965 definitivamente ubicato, con 14 cabine, nella galleria di piazza Ferrari. Attorno al 1964 circolava lo slogan «Rimini la città più teleselezionata d’Italia», in quanto la nostra città era già collegata da alcuni anni in teleselezione con Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli e Venezia. Inoltre disponeva di circuiti diretti internazionali con Londra, Parigi, Monaco e Lugano.

Dal 29 ottobre 1964 il servizio è gestito dalla SIP, società italiana per l’esercizio telefonico…”

Nevio Matteini
“Rimini negli ultimi due secoli”, Maggioli, 1977 (vol. 2, pagg. 798-799)

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