Perché Gomma? La Chiesa e l’Oratorio di Santa Maria in Acumine

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Vicolo Gomma

In pieno centro, a pochi passi da Piazza Tre Martiri, si trova il vicolo Gomma. Forse qualcuno si é chiesto il perché di questo strano nome. Secondo una delle tante versioni sarebbe dovuto ad una storpiatura del nome Acumine: proprio in questo luogo infatti sorgeva la chiesa e l’annesso oratorio di Santa Maria in Acumine. Il Marcheselli ipotizzò che il nome derivasse da una corruzione del nome Santa Maria in Arcumine, per certi archi sul quale la chiesa era stata fondata, o da Santa Maria in Agone, giacchè nell’altare maggiore si ritrova il Transito di Maria Vergine colorito sul muro con buona pratica a fresco da Federico Zuccheri.

La chiesa é ricordata fin dall’XI secolo. Secondo Francesco Gaetano Battaglini, che si basava su un’iscrizione forse riferibile all’erezione di una cappella, e che ora é scomparsa, la chiesa venne riedificata nel 1377. Il Battaglini descrisse anche alcune testimonianze malatestiane, forse segno di una committenza: in un fregio più basso, le imprese de’ Malatesti già vicari per la Chiesa e signori della città, lo scacchiere, la sega, la stella e la rosa. La chiesa venne soppressa nel 1798 e destinata ad abitazione privata.

Nel 1523 la Confraternita di Santa Maria in Acumine fondò nei pressi della chiesa un Oratorio, che prese lo stesso nome della chiesa. Il colore della Confraternita, così come lo riporta Raffaele Adimari, era il nero, simbolo di Malinconia e Mestizia. I confratelli erano aggregati alla Venerabile Confraternita di San Marcello di Roma, e godevano del privilegio di poter liberare ogni anno un condannato a morte.

La chiesetta in via Luigi Luzzati con il portale dell’Oratorio di Santa Maria in Acumine

L’Oratorio possedeva grandi tele con storie dell’Antico Testamento; di esse solo due quadri del Centino (Mosè e il serpente di bronzo e Davide e Golia) e due di Eberhard Keilhau (Davide suona la cetra davanti a Saul e La Pasqua ebraica) sono sopravvissuti agli eventi bellici e sono ora esposti nel Museo della Città.

L’edificio venne sconsacrato nel 1809, ma demolito solo nel 1957. Non tutti sanno che fortunatamente qualcosa si salvò: il portale, conservato e ricomposto, dal 1968 si trova sulla facciata di una piccola chiesetta di proprietà privata in via Luigi Luzzati, una traversa di viale Tripoli, nei pressi dello stadio Romeo Neri.

Bibliografia:
Raffaele Adimari, Sito riminese, Brescia 1616.
Carlo Francesco Marcheselli, Pitture delle Chiese di Rimino, Rimini 1754.
Francesco Gaetano Battaglini, Memorie istoriche di Rimino e de’ suoi signori, Bologna 1789.
Stefano De Carolis, Learco Guerra, Rosanna Menghi, Le chiese perdute di Rimini. Tracce di fede nel tempo, Rimini 2009.

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