Il secondo bombardamento

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La chiesa di S. Antonio danneggiata dal bombardamento.

La chiesa di S. Antonio danneggiata dal bombardamento.

La nuova vigliacca aggressione delle navi austriache contro la nostra città.

Alle ore 3 di Venerdì, i semaforisti del porto e le vedette della torre Comunale avvistarono parecchie navi nemiche che si dirigevano verso la nostra città.
Alle ore 3,45 la campana comunale diede il primo segnale d’allarme seguito poco dopo da un secondo.
Molte persone semivestite appena sentirono l’allarme, corsero verso la marina, altri verso la campagna, ma i più si rifugiarono, nei bassifondi delle case.
Alle 4,35 cominciò a rombare il cannone.
I colpi erano diretti anche questa volta contro il ponte ferroviario e contro la stazione. Ma gli austriaci sono davvero cattivi tiratori! Un sol tiro colpì il bersaglio producendo una lesione non grave ad un pilastro del ponte e procurando lievi danni alla linea Rimini-Ravenna.
Le case danneggiate, questa volta furono diverse. La casa del Sac. prof. Baravelli colpita da una granata è crollata pressochè interamente. Gl’inquilini della casa, che fortunatamente s’erano rifugiati al primo segnale d’all’arme, nella grotta, rimasero illesi.
Altre case rimasero gravemente danneggiate sul porto. – La chiesa di S. Antonio, posta alla riva destra del porto è stata fortemente lesionata, e così pure il Convento dei Padri Minimi, la casa del Sig. Mazza posta vicino le officine locomotive, e la casa del Cap. Basile ove trovasi la nostra tipografia.
Suffrirono pure danni, ma lievi, case nel Borgo S. Andrea, e un’altra nelle vicinanze del Municipio.
Fortunatamente non si debbono lamentare vittime. Furono ferite dalle macerie 5, o 6, persone però non gravemente. Terminato il pericolo i cittadini affollarono le vie e i caffè.
La popolazione non s’è troppo allarmata nè fu presa da sgomento e da terrore, unico scopo che pare abbiano intenzionato di raggiungere gli austriaci colle loro prodezze.
Le navi nemiche che si presentarono dinanzi Rimini erano 8: 7 cacciatorpediniere e un incrociatore corazzato il quale sparò circa 40 colpi. Il bombardamento durò 40 minuti. Il servizio delle vedette della torre della Croce Verde, e dei pompieri è stato superiore a ogni elogio.

L’Ausa
19 giugno 1915

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