Setembri

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SETEMBRI

L’isteda adess la schelda zost la coppa
premma da purtè e cheld
d’un enta perta
E sol u s’è sbasè d’una muliga
guardè la zenta in faza us fa fadiga
E per da ste te mez d’na porta verta
e in te let ui vo za la qverta

Ruznidi e rinsichidi in te vialett
al foi stili – cumpagn la pela d’ un vicett
lit dis che e temp ta ne po’ firmè
cu s’è fat gros e sac da strascinè
Ma quand li arciapa vida sora e veint
li bala e per chi arconta un’enta fola
E cor un brusa piò s’una fiameda
ma e fug sotta la zendra un’s smorta mega

SETTEMBRE

L’estate adesso scalda giusto il collo
prima di portare il caldo
da un’altra parte
Il sole si è abbassato un po’
guardare le persone in faccia è difficile
Sembra di stare nel mezzo di una porta aperta
nel letto ci vuole già la coperta

Color Ruggine e rinsecchite lungo il viale
le foglie sottili – come la pelle di un vecchio
ti dicono che il tempo non lo puoi fermare
che il sacco da trascinare è diventato grosso
Ma quando riprendono vita sopra al vento
ballano e sembrano raccontare un’altra storia
Il cuore non brucia più per una fiammata
ma il fuoco sotto la cenere non si spegne

(Baldo Stevazzi)

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