Sette sarcofagi a San Francesco

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Se si percorre via Leon Battista Alberti diretti in via Alessandro Serpieri non si può non rimanere affascinati dalle arche marmoree che da centinaia di anni sorvegliano questo tratto di strada. Quanti di noi sanno con certezza a chi sono state destinate?

Nel primo sarcofago riposa il poeta Basinio Basini (1425-1457), noto anche come Basinio da Parma o Parmense, ad indicare la città di origine. Nacque da Vincenzo Basini, uomo d’armi di origine mantovana, nel castello di Tizzano, dal quale mosse verso Parma, Mantova e Ferrara dove compì gli studi. Nel 1449 si trasferì a Rimini alla corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta, per il quale scrisse il Liber Isottaeus, in onore di Isotta degli Atti, e quella che viene considerata la sua opera maggiore, l’Hesperis, un poema epico in 13 libri scritto per celebrare le glorie di Sigismondo Pandolfo. Sul sarcofago è inciso:

• BASINII • PARMENSIS • POETAE •
D • SIGISMVNDI PANDVLFI • MAL • PANDVLFI • F •
TEMPESTATE • VITA • FVNCTI • CONDITA •
HIC • SVNT • OSSA

Il secondo sarcofago contiene i resti mortali di Giusto de’ Conti da Valmontone (ca. 1390-1449). Dottore in giurisprudenza, tesoriere pontificio nelle Marche, si trasferì alla corte di Rimini per volere dello stesso Sigismondo Pandolfo, che lo ricevette nel 1447 in qualità di ambasciatore da parte di papa Nicolò V. Possiamo leggere, incise sul lato della facciata prospicente la via, le seguenti parole:

IVSTVS • ORATOR • ROMANVS • IVRISQVE •
CONSVLTVS • D • SIGISMVNDO • PANDVLFO •
MALATESTA • PAN • F • REGE • HOC • SAXO • SITVS • EST

Il filosofo neoplatonico bizantino Giorgio Gemisto, detto Pletone (ca. 1355-1452) occupa il terzo sarcofago. Nel 1438 Pletone, insieme ad altri filosofi orientali, tra i quali vale la pena ricordare il futuro cardinale Giovanni Bessarione (1395-1472), venne in Italia al seguito dell’imperatore bizantino Giovanni VIII, per partecipare al Concilio di Ferrara e poi di Firenze. Morì a Mistra (Sparta) quasi centenario. Durante l’assedio di Mistra Sigismondo Pandolfo ritrovò i resti del filosofo e nel 1465 li portò a Rimini. L’incisione recita:

IEMISTII • BIZANTII • PHILOSOPHOR • SVA • TEMP • PRINCIPI • RELIQVVM•
SIGISMVNDVS • PANDVLFVS • MAL • PAN • F • BELLI • PELOP • ADVERSVS • TVRCOR •
REGEM • IMP • OB • INGENTEM • ERVDITORVM • QVO • FLAGRAT • AMOREM •
HVC • AFFERENDVM • INTROQVE • MITTENDVM • CURAVIT • MCCCCLXV

Il quarto sarcofago è quello di Roberto Valturio (1405-1475), storico e scrittore vissuto alla corte malatestiana, autore del celebre trattato De re militari, composto tra il 1446 ed il 1455. Svolse anche funzioni di consigliere e ambasciatore. L’epigrafe così recita:

ROBERTI • VALTVRII • QVI • DE • RE • MILITARI • XII • LIBRIS • AD • SIGISMVNDVM •
PAN • MAL • F • ACCVRATISSIME • SCRIPSIT • QVIQVE • ROBERTO • MAL • FILIO •
COMITATE • INSIGNI • FACVNDIA • ATQVE • FIDE • CARVS • EXTITIT • PANDVLFVS • MAL •
ROBTI • F• SIGIS • NEPOS • AD • HUC • IMPVBES • OFFICII • MEMOR • HOC • MONVMENTO •
B • M • OSSA • CONDI • IVSSIT • VIX • AN • LXX • M • VI• D • XVI

La quinta arca contiene i resti dei medici Gentile (1473-1546) e Giuliano Arnolfi (1514-1547), prestantissimi e celebri li quali, colla dottrina e colla buona fortuna, superarono tutti gli altri medici di quel tempo, e componevano un assai ottimo Elixir Vitae col quale anche li quasi morti richiamavano in vita (Righini, Campione). Giuliano Arnolfi fu archiatra pontificio di una certa fama. Questa la loro epigrafe:

GENTILI • ARNVLPHO • PHILOSOPHO • AC • MEDICO • RARISSIMO • IVLIANI • ARNVLPHI •
MATHEMATICI • PHILOSOPHI • ET • MEDICI • PONT • MAX • ALEXANDRI • VI • FILIO •
QVI • VIXIT • ANNIS • LXXIII • OBIIT • MDXLVI •
IVLIANO • ARNVLPHO • PHILOSOPHO • AC • MEDICO • MAGNAE • EXPECTATIONIS •
GENTILIS • F • IVLIANI • NEPOTI • QVI • VIXIT • ANN • XXXIII • RAPTVS • MDXLVII •
PETRVS • MELGIVS • I • V • DOCTOR • SOCERO • ET • SORORIO • B • M • FECIT • MDL

Cenotafio di Sebastiano Vanzi nella Cappella dei Pianeti, Tempio Malatestiano.

Nella sesta arca non fu posto alcun corpo perchè il vescovo Sebastiano Vanzi (1513-1570) morì e fu sepolto a Orvieto, sua residenza episcopale. Prima di diventare vescovo di Orvieto, Sebastiano Vanzi lavorò a Roma sotto il Pontificato di Paolo V Borghese come Luogotenente dell’Auditore Generale della Camera Apostolica e Referendario delle due Segnature. Pio IV Medici lo creò Auditore della Sacra Rota e proprio Consultore. L’epigrafe, alquanto rovinata, recita:

SEBASTIANO • VANCIO • V • C • ET • ACUTISS • I • V • INTERPRETI •
QVOD • PATRIAM • CIVESQUE • SVOS • AMPLISS • MERITIS • PROSECVTVS • SIT • ET •
ACCVRATE • AB • SE • SCRIPTOS • IVRIS • COMMENTARIOS • EDIDERIT • QUODQVE • LITES •
PVBLICAS • VALDE • GRAVES • ET • DIVTVRNAS • TANDEM • DILIGENTIA • AC •
STVDIO • DIREMERIT • ROMAE • AD • HUC • VIVENTI • HUNC • MONVMENTI •
LOCVM • INTER • PRAECELL • VIROS • S • P • Q • ARIMIN • DAND • ASCRIB • QVE •
CENSVERVNT • L • D • D • D • ID • FEB • MDLVII •
PAVLI • IV • P • O • M • A • II

Il settimo ed ultimo sarcofago era stato preparato per Bartolomeo Trafighetti o Traffichetti da Bertinoro (1523-1579), medico, autore di alcuni scritti di materia medica. Benchè nell’iscrizione si legga hic tumulatum, durante la ricognizione delle arche eseguita nel 1756 il sarcofago fu trovato vuoto. Traffichetti fu infatti sepolto nella cappella del SS. Sacramento della chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino (Santa Rita). Ecco l’epigrafe:

HOSPES • BARTOLOMAEVM • TRAPHIGHETTVM • HIC • TVMVLATVM •
SI • NOVISSES • VIVVMV OPTARES • ETV FLERES •
NEVTICAM • SOLVS •
AEGROS • VISITANS • ALISS • VITAM • ADAVGEBAT •
SCRIPTITVRANS • EDITA • IN • OMNEM • POSTERITATEM • SIBI • IMINVEBAT •
AVGENT • HAEC • ET • MINVVNT • INSIGNIS • IACTVRAE • MOEROREM •
FLAMINIO • EIVS • FILIOV BARTHOLOMAEOQVE • NEPOTI •
IN • QVEM • AVITA • PATERNAQVE • PROFESSIO • PROPAGATVR •
MEDICINAE • DOCTORIBVS • OMNIBVS •
AVO • FILIO • NEPOTE • OBIIT • AN • AETATIS • LVI • SALVTIS • MDLXXIX

 

2 Responses to "Sette sarcofagi a San Francesco"
  1. Fausta ha detto:

    Grazie, per l’informazione, veramente interessante. So anche che una certa Malatesta Cleofe fu mandata in sposa al signore di Mistra per convertire al cattolicesimo la popolazione, ma non ebbe fortuna,ebbe due figli . Mi piacerebbe conoscere di più questa storia.

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