“I dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese open data anche nel contesto italiano, sono alcune tipologie di dati liberamente accessibili a tutti, privi di brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione e le cui restrizioni di copyright eventualmente si limitano ad obbligare di citare la fonte o al rilascio delle modifiche allo stesso modo. L’open data (…) ha alla base un’etica simile ad altri movimenti e comunità di sviluppo “open”, come l’open source, l’open access e l’open content. Nonostante la pratica e l’ideologia che caratterizzano i dati aperti siano da anni ben consolidate, con la locuzione “open data” si identifica una nuova accezione piuttosto recente e maggiormente legata a Internet come canale principale di diffusione dei dati stessi…”

Questa la definizione che dà Wikipedia dell’open data, un concetto che ci piacerebbe in futuro mutuare dall’ambito informatico e applicare in modo innovativo e progressivo alla metodologia della “divulgazione storica” nella nostra Città. Proprio per rispondere all’esigenza di libera divulgazione, “Rimini Sparita” ha deciso sin da subito di agire in regime Creative Commons (del tipo CC BY-NC-SA) e permettendo ai propri lettori l’acquisizione e la redistribuzione dei contenuti pubblicati nel rispetto delle nostra stessa missione (ovvero non a fini commerciali e citando la fonte originaria). Purtroppo sappiamo che le restrizioni da noi applicate alle informazioni pubblicate non soddisfano pienamente il concetto anglossassone di “Free Culture”, ma per la legislazione italiana rimane fondamentale la discriminazione tra iniziative “a fini di lucro” o prettamente divulgative: “Rimini Sparita” rientra nella seconda tipologia ed è per questo motivo che abbiamo dovuto applicare questa importante condizione alla redistribuzione dei nostri contenuti.

“Rimini Sparita” è quindi un luogo aperto a chiunque voglia conoscere la storia locale contribuendo, nel contempo, ad arricchire la memoria comune attraverso la libera pubblicazione dei propri contributi testuali e iconografici. “Rimini Sparita” utilizza principalmente Internet e i social-networks per interagire con gli appassionati, permettendo così agli utenti di prelevare e condividere qualsiasi documento in modo totalmente gratuito e illimitato e offrendo un luogo d’interazione culturale, dialettica ed emozionale con altri lettori potenzialmente sconosciuti e non di origini romagnole.

Come ogni risorsa aperta che si rispetti, “Rimini Sparita” non solo autorizza ma auspica critiche e opinioni divergenti, ritenendo fondamentale e costruttiva la partecipazione attiva di tutti i lettori: a tale proposito la Redazione rimane aperta e disponibile per qualsiasi nuova collaborazione.

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