Riviera ko per il ghiaccio

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Foto Minghini

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L’«emergenza ghiaccio» ha messo in ginocchio il patrimonio turistico della riviera. All’Associazione albergatori di Rimini parlano di «disastro». Alla consorella di Riccione accennano ad un «macello generale». All’Azienda di Soggiorno di Cesenatico sottolineano la «catena di guai». I danni causati dall’«emergenza ghiaccio» non si contano: frantumati gli accessori dei bagno, saltati i tubi dell’acqua, a monte le caldaie, lacerazioni negli intonaci e così via.

Nelle associazioni di categoria assicurano che non c’è esercizio stagionale che non lamenti danni. Stesso discorso per gli appartamenti turistici o per le seconde case estive. Un panorama di guai che coinvolge l’intero patrimonio turistico stagionale della riviera. Si tratta, inoltre, di un panorama incompleto: fino a quando il ghiaccio terrà banco risulterà impossibile una ricognizione puntuale di tutti i danni. In ansia i bagnini per la tenuta delle cabine e degli impianti idraulici delle docce. «Il ripristino degli esercizi – osserva Antonio Mantuano, presidente degli albergatori riminesi – comporterà spese da un minimo di 3-4 ad un massimo di 20-30 milioni per hotel». Ma Mantuano va oltre: «Bisogna considerare poi altri due problemi

«Primo: in base al pacchetto Visentini queste spese non sono deducibili. Secondo: per gli esercizi dati in affitto c’é da decidere a chi spetti pagare. So è trattato di un evento eccezionale. Potrebbe scattare, in questo caso, un contenzioso assai diffuso.

«In ogni caso, secondo noi, la Regione deve individuare un qualche modo per aiutare finanziariamente chi ha avuto molti danni». Una ipotesi che configura la richiesta di riconoscere ufficialmente la riviera come «zona colpita da calamità».

All’assessorato regionale fanno presente che non ci sono leggi specifiche.

Il Resto del Carlino

16 gennaio 1985

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